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lunedì 17 ottobre 2016

Lettera ad una neomamma

(articolo scritto dal Gruppo LabirinTo)

Cara mamma,
benvenuta in questa meravigliosa avventura!...
...per alcune si diventa mamme non appena si vedono comparire le due lineette, per altre quando si avvertono i primi calcetti, per altre ancora quando si inizia a pensare ed a fantasticare di averlo o averla tra le braccia.
Con questa lettera, vogliamo rivolgerci a te mamma e dedicarti un po' di tempo.
Da quanto tempo qualcuno non ti dedica del tempo?
Puoi dirlo tranquillamente ...adesso tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi fratelli ...sono tutti presi dal tuo piccolo e tu passi in secondo piano!
Purtroppo anche tu hai poco tempo da dedicare a te stessa da quando è arrivato il tuo piccolo.
Cercheremo di darti qualche consiglio psicologico ma non solo, cercheremo di descrivere in modo realistico la vita di una neo mamma; alcune cose ti sembreranno banali, altre le condividerai, altre ancora ti sembrano lontane dal tuo essere mamma. Non tutto ti può andare a genio!
Iniziamo dall'inizio ...stabilisci il tuo inizio ...quando hai realizzato di aver acquisito un nuovo ruolo? ...non più figlia, zia, moglie ma mamma!
Nei nove mesi di attesa del tuo piccolo, ti sarai dedicata alla preparazione della sua cameretta, della fatidica valigia, e sarai stata assalita da emozioni diverse (complici anche gli ormoni!); felicità per l'arrivo del figlio e per la possibilità di realizzare un sogno che si sta concretizzando; ma anche tanta paura...
…alzi la mano chi non ne ha provata!
Molte si sono chieste e si chiederanno anche nei mesi o anni successivi: sarò una brava mamma? ...ce la farò a coniugare il lavoro con la famiglia? ...saprò crescere il mio piccolo!
Queste paure sono paure legittime ...non ascoltare la gente ...ora ti spieghiamo perché provi paura!
La paura la riconosciamo sempre come un'emozione negativa ma non è così ...la paura ha una sua utilità, ti mette in situazione di allerta, ti rende più vigile.
É normale provare paura quando hai tra le braccia un cucciolo indifeso che sai dipendere moltissimo da te: il senso di responsabilità aumenta la paura.
Poi prova a farti qualche domanda sulla tua storia personale: quale è la cosa che più ti dava fastidio dei tuoi genitori? Hai paura di ripeterla?
Che rapporto hai con la dipendenza? Ti spaventa?
Il bimbo dipenderà per molto tempo da te, anche se in un batter d'occhio crescerà e reclamerà la sua indipendenza!
Avete presente le classiche scene di un adolescente che si chiude in camera e dice: “Mamma non rompere!”.
Quando il tuo piccolo sarà tra le tue braccia, dimenticherai per qualche giorno paure e preoccupazioni ed entrerai in una sorta di estasi totale. 
A volte, mamma, sarà faticoso gestire tutto e avrai la sensazione di non farcela assolutamente: il ritmo delle poppate,  la pulizia della casa, la cena da imbastire,...
...in quei momenti, ricorda che hai bisogno di tempo per riposare e cerca di coinvolgere il tuo compagno o marito ...ovvero il papà!
Un capitolo a parte meriterebbe il rapporto con lui ma ti accenno qualcosa: hai la sensazione che si sia rotto qualcosa tra di voi? ...a volte non lo sopporti? ...non avete più tempo per la vostra intimità?
Prova a pensare che un figlio rompe inevitabilmente un equilibrio che si era precedentemente creato e quindi col tempo dovrete trovare un nuovo equilibrio che inevitabilmente contemplerà il vostro oggetto d'amore!
Lo so mamma che non è facile dividersi tra il bisogno di accudire il tuo piccolo e la ricerca di sintonizzazione e ricerca di piacere con il vostro partner. In più tu devi fare i conti col tuo corpo, ed è un corpo che necessariamente è cambiato!
Col passare dei mesi avrai di nuovo voglia della tua intimità e se vivi sensazioni contrastanti, ascoltale e lasciati guidare da ciò che vuoi fare in questo momento!
A volte, dobbiamo dirlo, fare la mamma può pesarti, magari perché non hai spazi per te oppure semplicemente la tua storia personale viene a galla e ci sono alcuni nodi da sciogliere; se ti accorgi di questo e hai delle difficoltà a gestire il tuo piccolo, fatti aiutare da uno psicologo.
Purtroppo ai corsi pre-parto ci si dimentica di dire questo: tutti hanno paura di dire che a volte può essere difficile, quasi impossibile ma non è colpa tua. Vedila come un'occasione per mettere ordine al caos del passato ed a scoprire che tipo di figlia sei stata e quindi da dove provengono alcune tue sensazione e paure!
Infine, non possiamo dirti che ne vale proprio la pena: le notti insonni, la stanchezza diventeranno presto un ricordo lontano...
Buona Vita Mamma.



lunedì 4 aprile 2016

Promozione Gruppo Labirinto

Primo lunedì del mese e quindi nuova convenzione in arrivo...
Quella che parte oggi è la promozione con il gruppo LABirINTO, uno studio di psicologia di Torino composto dalla dottoressa Cristina Nota (psicologa), dalla dottoressa Elena Garritano (psicologa) e dalla dottoressa Daniela Meschieri (psicologa e psicoterapeuta)..
Le attività del gruppo spaziano dalle consulenze genitoriali ai corsi di massaggio infantile, aiutando le famiglie a imparare a gestire il mondo emotivo dei bambini oppure a parlare delle disabilità dei più piccini
La convenzione che il gruppo LABirINTO riserva alle mamme della rete E-baby, lettrici del blog, riguarda il settore delle consulenze genitoriali, dei colloqui rivolti a bambini, adolescenti e coppie, e delle valutazioni cognitive-psicoterapie, e consiste in un primo colloquio gratuito e in una tariffa agevolata a 35€ a partire dal secondo incontro.
La convenzione sarà valida fino al 31 dicembre 2016.
Se vuoi usufruire di questa convenzione, invia un'email a ebabygenova@gmail.com, indicando il tuo nome, cognome, gruppo Facebook in cui sei iscritta e il nome dell'attività in questione (Gruppo Labirinto). Con un'email di risposta ti sarà inviato un buono da presentare al professionista/specialista/attività commerciale indicato sul buono.

Per conoscere le altre convenzioni attive, consulta la pagina delle Convenzioni con E-baby.

domenica 27 dicembre 2015

Un’esperienza unica per genitori e bambini

Il gruppo LabirinTo di Torino da anni si occupa dell'importanza del legame mamma-bambino e della capacità di sintonizzarsi con lui attraverso lo sguardo, i gesti, le parole e il tocco.
Da qui, nasce l'idea di realizzare dei corsi di massaggio infantile destinati alle mamme, ai papà e ai loro piccoli da 0 a 12 mesi.
Il massaggio è, infatti, un modo privilegiato per comunicare ed essere in contatto con il proprio bambino, è un’esperienza di profondo contatto affettivo, un momento speciale e coinvolgente.
Attraverso il massaggio, i genitori possono imparare ad ascoltare e comprendere i bisogni del proprio bambino, mentre il bambino acquista fiducia in se stesso, e si sente compreso, sostenuto ed amato.
Durante gli incontri sono previsti momenti di riflessione sul legame madre-padre-bambino, sull’importanza della comunicazione non-verbale e sulla lettura dei segnali del bambino.
Imparare a massaggiare il tuo bambino è un’esperienza meravigliosa...
I corsi partono il primo lunedì di ogni mese e si svolgono in c.so Francia 253 a Torino. Il prossimo corso comincia lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 10:00.
Per maggiori informazioni, contattare il gruppo LABirINTO telefonando al numero 3408715241 oppure scrivendo all'indirizzo info@psicolabirinto.it

martedì 24 novembre 2015

Il mondo emotivo dei nostri bambini

(articolo scritto dal Gruppo LabirinTO)

Molto spesso, il mondo emotivo dei nostri bambini viene trascurato; si privilegiano la loro capacità di apprendimento, le loro abilità e competenze.
Si pone attenzione e ci si interroga sulle emozioni dei nostri bambini solo quando diventano un problema difficile da gestire, come ad esempio scatti di rabbia esplosivi oppure la paura di separarsi dalla propria mamma.
Partiamo dall'inizio: che cosa sono le emozioni e a cosa servono?
Le emozioni fanno parte della nostra vita da quando nasciamo! Sono segnali fisiologici, indipendenti dalla nostra volontà, che il corpo e la mente ci inviano per metterci in guardia da un pericolo, farci partecipare a qualcosa di bello o aiutarci a prendere una decisione. La paura, per esempio, è un’emozione importantissima perché serve a difenderci da una minaccia; mentre, la passione è il carburante che ci permette di raggiungere un obiettivo.
Non esistono emozioni positivenegative; questa suddivisione è fuorviante. Si può, per esempio, dire che la rabbia o la paura sono emozioni negative? No... Esse hanno una precisa funzione: guidano e orientano il nostro comportamento.
Le emozioni funzionano alla stessa stregua delle sensazioni fisiologiche: si può morire di caldo o di freddo e si prova moltissimo disagio se sono molto intense queste sensazioni; allo stesso modo si muore di paura se la paura è intensa… e si sta malissimo se la rabbia è intensa. La sensazione che può derivare è di impazzire. Oppure una gran voglia di agire per scaricarla, o ancora la sensazione di non riuscire a dominarla.
Ai bambini è importante insegnare che le emozioni hanno un propria funzione e vanno tutte accolte! La rabbia non può fare paura, la tristezza non può essere soffocata!
Che cosa possiamo fare per aiutare i nostri bambini?
Ascoltare, comprendere e riconoscere le loro emozioni!
Se un bambino si sente ascoltato e compreso, non avrà timore a esprimere le proprie emozioni e, pian piano, imparerà anche a riconoscerle ed a padroneggiarle.
Per esempio, se non si riconosce la tristezza, egli imparerà ben presto che quell'emozione non può essere espressa. Ecco che può emergere un pensiero del tipo: “Non devo piangere... Se piango, mamma starà  male”.
Quando un'emozione viene repressa può trovare via di fuga ed espressione nel corpo con la comparsa dei cosiddetti disturbi somatici; mal di testa, mal di pancia che ci portano a ricorrere all'aiuto del pediatra il quale poi non trova alcun riscontro medico.
Che cosa possiamo fare di fronte alla rabbia del nostro piccolo?
Prima di tutto, bisogna consentire al bambino di esprimerla attraverso modalità socialmente accettabili. Poi occorre cercare con lui una soluzione, per esempio, aiutarlo a trasformare la collera in determinazione, in una valutazione più attenta di alcuni aspetti.
E se ha paura?
Occorre rimandargli che questa emozione è molto utile e può, in alcuni casi, segnalare la presenza di un pericolo. Mentre alcune paure, come quella del buio, possono essere affrontate ragionando. Non dobbiamo trasmettere ai bambini l'idea che se si ha paura, si è deboli!
E se sembra un cavallo imbizzarrito dalla felicità?
Che meraviglia! Accogliamo sempre questa emozione. Non è cosi scontato che un bimbo sia felice ed al settimo cielo per un'esperienza che sta vivendo.
Aiutiamo i bambini ad esprimere le loro emozioni ed a non farsi travolgere. Per far questo, i genitori hanno un compito preciso: non possono nascondere le loro emozioni ma devono mostrarle e condividerle.

Non abbiate paura di far vedere che siete tristi per qualcosa o vi fa arrabbiare qualcosa. I bambini imparano da ciò che vivono!

Il Gruppo LabirinTO è composto dalla Dott.ssa Elena Garritano, psicologa, dalla Dott.ssa Daniela Meschieri, psicologa e psicoterapeuta, e dalla Dott.ssa Cristina Nota, psicologa.

giovedì 19 novembre 2015

"Concerto Gospel e Assefa" pro "India"

A Torino domani, venerdì 20 novembre, alle ore 21:00, nella Parrocchia dei SS. Angeli Custodi, in via San Quintino 37, si terrà un concerto gospel del coro The walking voices.

Il Gruppo ASSEFA – Torino grazie alla generosa e gratuita partecipazione del coro  The walking voices ha organizzato una serata finalizzata alla raccolta di fondi da destinare al progetto di sviluppo dell'ASSEFA INDIA a  sostegno delle donne e dei bambini nella zona di Thandikudi
ASSEFA (Association for Sarva Seva Farms - Associazione per le Fattorie al Servizio di Tutti) è un Organismo Non Governativo Indiano che dal 1969 promuove lo sviluppo economico, sociale e spirituale delle comunità rurali povere, ispirandosi agli ideali di Gandhi e Vinoba. 
All'ingresso del concerto sarà richiesto un contributo libero per sostenere il progetto.
Per maggiori informazioni contattare Elena Camino, presidente del gruppo ASSEFA Torino, all'indirizzo email elenacamino1946@gmail.com.

lunedì 12 ottobre 2015

Sicurezza a tavola e manovre di disostruzione

Sara Romanó, admin del gruppo di Torino e mamma, segnala un evento che si terrà a Torino sabato 24 ottobre dalle ore 15:00.
L'evento gratuito si svolgerà al Palaruffini  ed affronterà le tematiche della "Sicurezza a Tavola e Manovre di Disostruzione Pediatrica".
Aperto a tutti: genitori, nonni, babysitter, insegnanti, ecc... patrocinato dal Comune di Torino, dalla Città Metropolitana e dalla Regione Piemonte, l'evento è un'occasione da non perdere per imparare a salvare una vita in caso di soffocamento per alimenti oppure da oggetti che possono ostruire le vie aeree.
Il programma prevede:
- primo soccorso pediatrico,
- l'app che salva la vita,
- manovre di disostruzione,
- il taglio dei cibi per i bambini,
- prove pratiche manovre di distruzione,
- nanna sicura, a cura dell'Associazione Semi per a SIDS.
Sicurezza a Tavola e Manovre di Disostruzione pediatrica :: Segnalazione a Torino
Per prenotare un posto, basta compilare il modulo d'iscrizione (obbligatorio) reperibile sui siti Re-Heart e Salvamento Academy oppure sulla pagina Facebook Salvamento Academy Canavese, scaricarlo e consegnarlo alla cassa.
La giornata sarà ricca di sorprese soprattutto per i più piccoli...
...un appuntamento tutto all'insegna della sicurezza, con Salvamento Academy e Re-Heart.

mercoledì 7 ottobre 2015

Una tartaruga che vale come le altre...

...come raccontare la disabilità ai bambini
(articolo scritto dal Gruppo LabirinTO)

Come si può raccontare al proprio bimbo la sua disabilità? Bisogna dirglielo? A che età? Queste sono le domande più comuni tra i genitori di bambini diversamente abili. Non esistono risposte assolute che valgono per tutti i bambini. Non esiste un'età precisa; per alcuni bambini si può iniziare a raccontarglielo in età prescolare, per altri, magari più compromessi sul piano cognitivo, si può aspettare l'età scolare.
È estremamente difficile per un genitore raccontare al proprio bimbo che è disabile, alcuni genitori preferiscono non parlarne con il proprio figlio. 
Tutto ciò di cui non si può parlare in famiglia, genera molta ansia e angoscia. Raccontare al proprio figlio quello che ha, lo aiuta a sentirsi più accettato e gli si offre la possibilità di pensare che quello di cui è affetto non è qualcosa di mostruoso, che fa paura.
Non c'è un momento o un luogo giusto per poterne parlare; consigliamo ai genitori di farlo quando emotivamente si sentono pronti, quando sentono che il loro bimbo inizia ad accorgersi della propria diversità oppure a fare delle domande. 
Non esistono neanche parole più corrette di altre; quella che proponiamo qui di seguito è una traccia.. ogni genitore a seconda delle proprie caratteristiche e del proprio bimbo troverà il suo modo di narrare.
Proponiamo questa storiella che andrà modificata a seconda dell'età del bambino.

C'era una volta mamma e papà tartaruga che vivevano in una bella casetta con la loro piccola tartaruga Marta. Mamma e papà volevano anche un altro piccolino e così dopo nove mesi nacque la piccola tartaruga Cristina. Cristina nacque con due gusci, uno sopra l'altro e amava giocare con la propria sorellina e farsi fare le coccole da mamma e papà. Il doppio guscio rallenta un po' la tartaruga Cristina che è un po' più lenta rispetto alle altre tartarughe ed alcune cose non riesce a farle da sola... il guscio la appesantisce un po'. Nonostante il doppio guscio che dà un po' fastidio, Cristina gioca e si diverte con le altre tartarughe e quando ha bisogno di aiuto, sa che può contare sulla sua famiglia.

Il Gruppo LabirinTO è composto dalla Dott.ssa Elena Garritano, psicologa, dalla Dott.ssa Daniela Meschieri, psicologa e psicoterapeuta, e dalla Dott.ssa Cristina Nota, psicologa.