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lunedì 17 ottobre 2016

Lettera ad una neomamma

(articolo scritto dal Gruppo LabirinTo)

Cara mamma,
benvenuta in questa meravigliosa avventura!...
...per alcune si diventa mamme non appena si vedono comparire le due lineette, per altre quando si avvertono i primi calcetti, per altre ancora quando si inizia a pensare ed a fantasticare di averlo o averla tra le braccia.
Con questa lettera, vogliamo rivolgerci a te mamma e dedicarti un po' di tempo.
Da quanto tempo qualcuno non ti dedica del tempo?
Puoi dirlo tranquillamente ...adesso tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi fratelli ...sono tutti presi dal tuo piccolo e tu passi in secondo piano!
Purtroppo anche tu hai poco tempo da dedicare a te stessa da quando è arrivato il tuo piccolo.
Cercheremo di darti qualche consiglio psicologico ma non solo, cercheremo di descrivere in modo realistico la vita di una neo mamma; alcune cose ti sembreranno banali, altre le condividerai, altre ancora ti sembrano lontane dal tuo essere mamma. Non tutto ti può andare a genio!
Iniziamo dall'inizio ...stabilisci il tuo inizio ...quando hai realizzato di aver acquisito un nuovo ruolo? ...non più figlia, zia, moglie ma mamma!
Nei nove mesi di attesa del tuo piccolo, ti sarai dedicata alla preparazione della sua cameretta, della fatidica valigia, e sarai stata assalita da emozioni diverse (complici anche gli ormoni!); felicità per l'arrivo del figlio e per la possibilità di realizzare un sogno che si sta concretizzando; ma anche tanta paura...
…alzi la mano chi non ne ha provata!
Molte si sono chieste e si chiederanno anche nei mesi o anni successivi: sarò una brava mamma? ...ce la farò a coniugare il lavoro con la famiglia? ...saprò crescere il mio piccolo!
Queste paure sono paure legittime ...non ascoltare la gente ...ora ti spieghiamo perché provi paura!
La paura la riconosciamo sempre come un'emozione negativa ma non è così ...la paura ha una sua utilità, ti mette in situazione di allerta, ti rende più vigile.
É normale provare paura quando hai tra le braccia un cucciolo indifeso che sai dipendere moltissimo da te: il senso di responsabilità aumenta la paura.
Poi prova a farti qualche domanda sulla tua storia personale: quale è la cosa che più ti dava fastidio dei tuoi genitori? Hai paura di ripeterla?
Che rapporto hai con la dipendenza? Ti spaventa?
Il bimbo dipenderà per molto tempo da te, anche se in un batter d'occhio crescerà e reclamerà la sua indipendenza!
Avete presente le classiche scene di un adolescente che si chiude in camera e dice: “Mamma non rompere!”.
Quando il tuo piccolo sarà tra le tue braccia, dimenticherai per qualche giorno paure e preoccupazioni ed entrerai in una sorta di estasi totale. 
A volte, mamma, sarà faticoso gestire tutto e avrai la sensazione di non farcela assolutamente: il ritmo delle poppate,  la pulizia della casa, la cena da imbastire,...
...in quei momenti, ricorda che hai bisogno di tempo per riposare e cerca di coinvolgere il tuo compagno o marito ...ovvero il papà!
Un capitolo a parte meriterebbe il rapporto con lui ma ti accenno qualcosa: hai la sensazione che si sia rotto qualcosa tra di voi? ...a volte non lo sopporti? ...non avete più tempo per la vostra intimità?
Prova a pensare che un figlio rompe inevitabilmente un equilibrio che si era precedentemente creato e quindi col tempo dovrete trovare un nuovo equilibrio che inevitabilmente contemplerà il vostro oggetto d'amore!
Lo so mamma che non è facile dividersi tra il bisogno di accudire il tuo piccolo e la ricerca di sintonizzazione e ricerca di piacere con il vostro partner. In più tu devi fare i conti col tuo corpo, ed è un corpo che necessariamente è cambiato!
Col passare dei mesi avrai di nuovo voglia della tua intimità e se vivi sensazioni contrastanti, ascoltale e lasciati guidare da ciò che vuoi fare in questo momento!
A volte, dobbiamo dirlo, fare la mamma può pesarti, magari perché non hai spazi per te oppure semplicemente la tua storia personale viene a galla e ci sono alcuni nodi da sciogliere; se ti accorgi di questo e hai delle difficoltà a gestire il tuo piccolo, fatti aiutare da uno psicologo.
Purtroppo ai corsi pre-parto ci si dimentica di dire questo: tutti hanno paura di dire che a volte può essere difficile, quasi impossibile ma non è colpa tua. Vedila come un'occasione per mettere ordine al caos del passato ed a scoprire che tipo di figlia sei stata e quindi da dove provengono alcune tue sensazione e paure!
Infine, non possiamo dirti che ne vale proprio la pena: le notti insonni, la stanchezza diventeranno presto un ricordo lontano...
Buona Vita Mamma.



venerdì 22 aprile 2016

Facciamo il punto...

Ogni tanto vale la pena fermarsi e fare il punto della situazione. Per questo motivo, questo post parla solo ed esclusivamente di E-baby...
...di come è cambiato il gruppo delle Admins, ...di come sono stati modificati i gruppi della rete E-baby, ...e di come è cresciuto il blog.
Partiamo dalle Admins, le lettrici di vecchia data ricorderanno i post Chi c'è dietro E-baby?,  Chi c'è dietro E-baby? ...2° parteChi c'è dietro E-baby? ...3° parteChi c'è dietro E-baby? ...ultima parte, in cui ognuna delle 24 Admins "storiche" si descriveva e parlava di cosa l'avesse spinta ad entrare a far parte della famiglia E-baby.
Il team iniziale si è poi modificato con nuovi ingressi e con qualche uscita, per raggiungere già da diversi mesi una configurazione "abbastanza" stabile. Le nuove Admins? Ecco, una loro descrizione...
Giulia Ferrara, admin di E-baby Genova, è insegnante di sostegno e di storia e filosofia. È mamma di due bimbi meravigliosi. Si è innamorata di E-baby fin dai primi giorni dopo l'iscrizione, non tanto per le compravendite ma per l'emozione che ha provato da subito: "Quella di fare parte di una grande famiglia".
Monica Gorini, Nica per gli amici di vecchia data, admin del gruppo E-baby Torino. Mamma di Serena, classe 2011. Amante degli animali da cui è circondati: 2 gatti di 10 anni, Dookie e Duchessa, un rottweiller di 1 anno, Vito, e una pittbull di circa 2 anni, di nome Nina. Professione impiegata in un centro medico. Passione: la pallavolo che dopo una fin troppo lunga pausa sta per riniziare a praticare. Dice di E-baby: "Sono stata trascinata in questa avventura dalla mia compagna di Liceo, Sara".
Vanessa Mazzei, admin del gruppo E-baby Sanremo e la Soffitta di E-baby Sanremo, è mamma a tempo pieno di Mia, 21 mesi. Fin da subito ha amato l'idea di E-baby perché "Aiuta a liberarsi un po' casa, a risparmiare comprando cose carine, e a fare sempre nuove amicizie".
Giovanna Monni, admin dei gruppi E-baby Genova e La Soffitta diE-baby Genova.
Laurea in Economia e Commercio che utilizza per fare quadrare il bilancio familiare e non più quello delle grandi aziende! Attualmente, è mamma a tempo pieno di una splendida coppia di bambini di quattro e otto anni. Ama viaggiare. Di E-baby apprezza la variegata umanità e il supporto che offre alle famiglie.
Sara Romanò, admin del gruppo E-baby di Torino, è la mamma di una bimba di due anni e ricercatrice universitaria in sociologia. Da quando si è sposata è tornata a vivere stabilmente a Torino e sin da quando aspettava la sua bimba ha cercato piattaforme e/o blog simili a quelli visti in altri paesi nord-europei dove mamme e papà offrono oggetti per l'infanzia e al tempo stesso condividono, informazioni, esperienze, consigli. In questa ricerca è arrivata a conoscere E-baby, segnalatole dalla zia che vive a Genova. La ricerca di un'altra mamma che volesse dar avvio al gruppo di Torino le ha anche offerto una bella occasione per ricontattare una cara compagna del liceo, Monica, che ha immediatamente dato un contributo essenziale per far crescere in poco tempo il numero degli utenti.
Angela Tamagnini, admin del gruppo E-baby Milano, mamma “over 40” di una bimba di 5 anni, Bianca. Lavora a tempo pieno come bancaria e ha una grande passione per lo sport, in particolare corsa e triathlon, che pratica a livello agonistico, anche perché le danno le energie necessarie per stare dietro alla sua bimba iperattiva. Il suo sogno nel cassetto è fare un ironman prima dei 50 anni. Per lei E-baby è "un modo geniale per dare nuova vita alle cose che non usiamo più e una grande opportunità di risparmio".
...e i Gruppi Facebook? ...due sono stati chiusi (E-baby Pesaro e E-baby Pescara), il gruppo Bags and Shoes by E-baby è stato trasformato in la Soffitta di E-baby Sanremo, sono nati i gruppi E-baby Torino e E-baby Alba, e tutti gli altri continuano a crescere giorno dopo giorno ...E-baby Genova conta da solo oltre 9.000 iscritti!
E per finire il blog ...tre Admins sono entrate a far parte del team che redige e gestisci gli articoli e le pagine del blog:
1. Giovanna, grazie alla quale sono nate tre nuove sezioni dedicate ai bambini, alle mamme e alle famiglie, Le ricette e i consigli del nutrizionista, la Bacheca Annunci immobiliari  Il Pediatra risponde... Tra i tanti meriti, è a Giovanna che si deve la realizzazione e il successo dello Swap Party 2015 e dello Swap Party 2016.
2. Sara, portavoce dell'attuale lotta dei ricercatori universitari e impegnata nella ricerca di metodi naturali e "ricette" semplici per la crescita dei bambini.
3. Silvia, alias Doula Silvia, autrice dei posts più amati delle lettrici del blog, in cui ha affrontato diverse tematiche come i compiti, il metodo Montessori, le malattie rare, il supporto necessario in caso di eventi tragici, la maternità tormentata, la figura poco conosciuta della Doula.

Nuove idee frullano nella nostra testa... ma oltre a queste ci piacerebbe conoscere anche le vostre, ...cosa vi aspettate dal blog E-baby? ...quali sono gli argomenti che vi piacerebbe affrontare per confrontarsi e scambiare opinioni, esperienze e punti di vista? ...scriveteli nei commenti sotto oppure inviate un'email a ebabygenova@gmail.com.

mercoledì 13 aprile 2016

Se tornassi indietro non farei figli

Parliamo di maternità, maternità tormentate e, soprattutto, pentite. 
Sono 23 le testimonianze raccolte da Orna Donath in un saggio accademico poi diventato un libro «Regretting Motherhood», letteralmente «Pentirsi della maternità» (non ancora disponibile in italiano)...
...23 madri non fanno statistica ma contribuiscono ad affrontare un argomento spinoso e soprattutto un tabù duro a morire, i figli si amano senza se e senza ma. Forse si amano, ma a volte se ne farebbe volentieri a meno.
Orna Donath, 39 anni, è una sociologa israeliana e ricercatrice della Ben Gurion University, childfree (senza figli) per scelta e perseguitata dall'anatema «un giorno te ne pentirai». Non solo non se ne è mai pentita ma ha raccolto le testimonianze di molte madri, molte più delle 23 pubblicate. Donne diverse per estrazione sociale, età, numero di figli, accomunate dallo stesso travolgente disagio mai confessato, fino a ora.
Eppure queste madri amano i propri figli, li amano moltissimo, ma se tornassero indietro no, non li farebbero. Sembra contraddittorio? Forse la maternità lo è, proprio come lo sono molti modi di sentire e provare sentimenti: ambivalenti.
La Donath racconta che in fondo è come dire al proprio partner: «ti amo ma non posso essere la tua compagna» con l’aggravante che dalla maternità non si torna indietro, una volta che si è madri si è madri per sempre...
...e di questo ne parla in modo molto eloquente Tirtza, 57 anni, divorziata, due figli e ora anche dei nipoti. Per lei diventare madre era una sorta di passaggio "naturale" dopo le nozze. «Ogni volta che parlo con i miei amici dico che con il senno di poi non avrei fatto neanche un quarto di un bambino. La cosa più dolorosa per me è che non posso tornare indietro nel tempo. È uno sbaglio a cui è impossibile, impossibile porre rimedio»...
...poi c’è Doreen, 38 anni, divorziata e madre di tre figli. Prima di rimanere incinta non aveva né la necessità, né la volontà di diventare madre, eppure è successo. «Mi piacerebbe molto non avere figli. Nessuno dei tre. Mi fa molto male dirlo, e loro non sentiranno mai queste parole uscire dalla mia bocca. Non capirebbero, nemmeno se avessero cinquant'anni, o forse allora sì, ma non ne sono sicura. Rinuncerei a loro, totalmente. Veramente. Senza battere ciglio. Ed è difficile per me ammetterlo, perché li amo. Molto. Ma mi piacerebbe farne a meno»...
...e ancora Atalya, 45 anni, divorziata, i suoi tre figli adolescenti vivono con il padre. Non si occupa della cura quotidiana dei ragazzi ma essere madre le pesa. «Mi blocca, mi ruba l’anima». Racconta di essere diventata mamma in modo "automatico", senza riflettere sulle conseguenze. Atalya, come molte altre donne del libro, ha capito tardi che la sue vocazione era un’altra. «Se potessi tornare indietro ovviamente non avrei figli. È una certezza».
Sono madri che scardinano uno dei capisaldi della nostra cultura: i figli sono per una donna la gioia più grande della vita. Non è cosi vero per tutte. Secondo la Donath pentirsi di una scelta rappresenta per la nostra società il sentimento umano più terribile. Uno dei proverbi più diffusi in ogni lingua è «non piangere sul latte versato». Viviamo in una società terrorizzata dall'idea che la gente si guardi indietro, ma anche se il tempo corre, nel nostro mondo interiore il passato è fermo. Il tempo umano non è lineare, è una spirale. Ci hanno insegnato a credere che mettere al mondo un figlio proietti nel futuro. Quello che non ci è mai stato detto è che non muta quello che siamo state. William Faulkner diceva: «Il passato non è morto, anzi, il passato non è neppure passato». La maternità non cancella ciò che si è stati, e le donne possono conservare quel ricordo e sentire la mancanza di quell'io precedente, fino a odiare ciò che sono diventate.
Il libro e le polemiche che ne sono conseguite hanno fatto letteralmente il giro del mondo. Ma ricordiamoci che la psicanalista francese Corinne Maier, madre di due figli, ne parlava già nel 2007 con "No kid. Quaranta ragioni per non avere figli", di Bompiani: «Potrei fare il giro del mondo, e sono agli arresti domiciliari, costretta ad alzarmi alle sette per servire a tavola e far ripetere stupidi compiti» e per la quale il desiderio di maternità è «frutto della pressione sociale».

E voi? Cosa ne pensate?

Doula Silvia (doulasilvia@gmail.com)

martedì 29 marzo 2016

AAA neomamme e mamme in attesa cercasi

Sei una neomamma o sei una mamma in attesa? Al termine dell’articolo un’opportunità unica per te.

Immagina se la nostra cultura ci dicesse che la nascita è una delle cose più grandi che una donna possa fare. Immagina se le storie e le immagini alle quali fossimo esposte ci mostrassero il travaglio come un’incredibile esperienza trasformativa, un rito di passaggio nella maternità  (da Percorsi di Nascita di Leonie MacDonald).
doulasilvia@gmail.com
La gravidanza e il parto sono esperienze profonde, talmente profonde da determinare il buon esito degli eventi e, a volte, l’intero equilibrio della famiglia coinvolta. La famosa ostetrica Ibu Robin Lim, premio nobel per la pace 2006, lo riassume semplicemente così: «Un inizio della vita sano e dolce è il fondamento di una vita d’incanto. La pace nel mondo può venir costruita cominciando oggi, un bambino per volta». Lo sapevano bene anche le nostre antenate che si raccoglievano intorno alla puerpera per accudirla e supportarla durante la gravidanza, il parto e dopo la nascita del bambino. Si tratta di una sapienza che sopravvive ancora oggi in alcune popolazioni rurali dove la comunità e le donne, in particolare, si riuniscono, letteralmente, intorno alla futura mamma. Non a caso un antico proverbio africano recita: "Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio".
Ma cosa accade oggi? A colmare il vuoto che caratterizza la nostra società stanno intervenendo nuove figure professionali, tra queste la doula (già molto diffusa nei paesi anglosassoni). Non è una figura medica o sanitaria, ma assistenziale. Il termine viene dal greco δούλη e significa "donna esperta che serve un'altra donna". La doula è formata per offrire un sostegno su misura, ascolto, informazioni, orientamento e accudimento pratico. Spesso, per definire in sintesi cosa fa la doula, si usa l’espressione “fa da madre alla madre” perché come una madre accudisce, sostiene e facilita sospendendo qualsiasi giudizio. Su quest’ultimo aspetto è importante soffermarsi per comprendere l’importanza di avere accanto qualcuno che stimoli e faccia leva sulle nostre risorse e ci aiuti ad affrontare i nostri timori senza intervenire con soluzioni e risposte preconfezionate, spesso lontane dal nostro sentire...
...ma in pratica cosa fa una doula?:
  •  In gravidanza sostiene e aiuta a generare consapevolezza. Crea una rete intorno alla famiglia, collaborando con i professionisti e i servizi del territorio. Può aiutare nella compilazione del piano del parto e informare sulle strutture sanitarie a disposizione. Può aiutare a organizzare il rientro a casa in presenza di altri figli.
  •  Durante il travaglio e il parto può sostenere la coppia emotivamente e fisicamente, sia in ospedale che a domicilio, con la presenza, imprescindibile, di un’ostetrica. Può ricordarvi i vostri obiettivi e come raggiungerli attraverso le vostre risorse. Evidenze scientifiche dimostrano che con la presenza di una doula i papà partecipano più attivamente.
  •  Dopo la nascita può aiutare la coppia a trovare un nuovo equilibrio. Può essere di aiuto concreto in casa e con gli altri figli nel puerperio e durante il primo anno di vita del bambino anche sostenendo e incoraggiando la mamma e la coppia, nel rispetto delle loro scelte o indirizzandoli a professionisti competenti in caso di problematiche che esulano le sue competenze.
...e cosa non fa una doula?:
  • Non prende decisioni al posto della famiglia ma può orientare a compiere la miglior scelta per quella famiglia senza scoraggiare mai le decisioni intraprese.
  • Non dà consigli ma aiuta i suoi clienti a trovare in se stessi le risorse necessarie.
  • Non compie interventi medici, né sanitari e non diagnostica ma collabora con le ostetriche nel pieno rispetto delle reciproche competenze.
  • Non assiste parti non assistiti.
  • Non si relaziona con lo staff medico al posto delle sue clienti né informa delle decisioni della propria cliente, può però assistere sollecitando alla madre e alla famiglia le domande appropriate per affrontare anche queste situazioni.
Esistono doule speciali, formate per esserci in situazioni particolari, quali: gemelli, dopo cesareo e per un vbac (parto vaginale dopo un cesareo), lutti perinatali e aborti, famiglie adottive e situazioni di disabilità.

E tu, vorresti una doula accanto? Oggi offriamo questa opportunità a due di voi. 
Laura, membro della comunità ebaby, si sta formando per diventare doula a La Spezia e per il suo tirocinio sta cercando due neomamme (in gravidanza e fino al primo anno di vita del bambino) da seguire gratuitamente e senza alcun impegno.
Se sei interessata contatta direttamente Laura al numero 

Hai già avuto un’esperienza con una doula? Raccontacela sul blog.

Doula Silvia (doulasilvia@gmail.com)

domenica 13 marzo 2016

Sciopero alla rovescia

Da diverse settimane è in corso nelle università italiane una campagna di mobilitazione promossa dal Coordinamento Nazionale Ricercatori e Ricercatrici non Strutturati...
...ma cosa significa essere un ricercatore o una ricercatrice non strutturato/a? ...e chi sono i ricercatori/ricercatrici non strutturati?
A segnalarci il problema ed a spiegarlo in maniera semplice ed esaustiva è una mamma di Torino: Sara Romanó che insieme a sue colleghe e colleghi, impegnati nella mobilitazione, ha scritto il testo che segue.
Rientrano nella definizione di "ricercatore e ricercatrice non strutturati" le tante persone (oltre 60 mila) che ogni giorno lavorano nelle università con contratti precari e a terminecollaborando attivamente affinché le diverse funzioni dell’università(ricerca in primis ma anche didattica e divulgazione/consulenza scientifica) siano mantenute, nonostante le "cosiddette"riforme e tagli degli ultimi 10 anni.
Da oltre un mese i ricercatori e le ricercatrici non strutturati sono in mobilitazione con una iniziativa denominata Sciopero alla Rovescia. La ragione di questo sciopero, meglio la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la bocciatura, da parte della Commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento per l’estensione dell’indennità di disoccupazione Dis-Coll ai ricercatori non strutturati (che a seconda del contratto più o meno precario vengono a loro volta distinti in assegnisti, borsisti o dottorandi). Con questa decisione il Governo, contrariamente a quanto sancito dalla Carta Europea dei Ricercatori, si è rifiutato di estendere anche alle ricercatrici e ai ricercatori non strutturati il diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione prevista per gli altri lavoratori parasubordinati. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, i precari della ricerca, pur versando obbligatoriamente e regolarmente contributi Gestione Separata Inps, hanno con l’Università un rapporto di lavoro caratterizzato da “una forte componente formativa”.
Per rispondere a questa ennesima delegittimazione del lavoro di ricerca, il 2 febbraio è cominciato lo Sciopero alla Rovescia, che mira a rendere visibile il contributo quotidiano dato alla ricerca dai ricercatori e ricercatrici non strutturati e, più in generale, a richiamare l’attenzione sulla estrema precarietà della ricerca universitaria in termini di risorse e prospettive.
Il nome dell'attuale movimento è stato ispirato dal celebre sciopero alla rovescia promosso da Danilo Dolci, che il 2 febbraio di 60 anni fa, fu arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti disoccupati impegnati nella sistemazione di una strada abbandonata all’incuria, che erano convinti dell’idea che se un lavoratore, per protestare, si astiene dal lavoro, un disoccupato (o, nel nostro caso dei ricercatori e ricercatrici non strutturali, un soggetto a cui non è riconosciuto lo status di lavoratore) può scioperare, invece, lavorando.
Per richiamare l’attenzione sul contributo che i ricercatori e le ricercatrici non strutturati ogni giorno prestano nelle università nonché sulla condizione di precarietà che vivonoessi vanno a lavorare indossando una maglietta rossa che ritrae due ricercatori con le braccia conserte e che riporta l’hashtag #ricercaprecaria.
Numerosi altri colleghi strutturati (ovvero i ricercatori ed i professori che lavorano con contratti stabili e non precari), studenti, tecnici ed amministrativi delle università hanno scelto di sostenere la nostra iniziativa indossando la stessa maglietta, ma di colore arancione.
L'esclusione dei ricercatori precari dal sussidio di disoccupazione, nonostante il 30% del loro salario sia versato all’INPS, è comunque solo una delle ragioni che li hanno spinti a mobilitarsi.
L'impegno e lo sciopero continueranno per ottenere un cambio di rotta nelle politiche verso l’università e la ricerca, e in particolare per:
un aumento delle risorse pubbliche destinate all’Università, attualmente pari appena allo 0,52% del PIL nazionale ovvero meno della metà di quanto spendono in media i paesi europei;
- lo sblocco del turnover e l’avvio di un piano di assunzioni che possa far fronte al ricambio generazionale e garantire così un rapporto docente-studente in linea con la media europea, anche in vista del pensionamento di 20.000 professori universitari previsto nei prossimi 5 anni;
la semplificazione e il riordino dei contratti per i ricercatori che sono all’inizio della loro carriera lavorativa per arrivare a una figura unica pre-ruolo, mettendo fine così alla precarietà che caratterizza i ricercatori giovani e quelli ormai non più giovani;
- il riconoscimento del valore legale del dottorato per poter introdurre la ricerca nelle pubbliche amministrazioni, nei comuni, nelle scuole: non tutti quelli che concludono con profitto il dottorato di ricerca devono o desiderano continuare a lavorare come ricercatori nelle università, perciò riconoscere le abilità e le competenze sviluppate durante questo percorso di studio-lavoro consentirebbe di iniettare “nuovi e innovativi” saperi, metodi e pratiche nelle pubbliche amministrazioni;
- nuove pratiche valutative che, invece di distribuire patenti discutibili di eccellenza
applicando criteri di valutazione pseudo-scientifici, siano in grado di valorizzare la funzione pubblica dell’università e l’idea stessa che la scienza e i suoi risultati sono prima di tutto un bene comune; da qui la richiesta di nuove pratiche valutative in grado di incentivare la cooperazione e la collaborazione a tutti i livelli (locale, nazionale e internazionale), e la diversificazione degli ambiti e settori di ricerca.

Se condividete il problema e volete sostenerlo, indossate la maglietta di colore arancione con la scritta #ricercaprecaria.
Potete richiedere la maglietta direttamente a Sara Romanó

domenica 14 febbraio 2016

I genitori incontrano il disagio giovanile

Domani, lunedì 15 febbraio alle ore 17:00 avrà luogo il primo incontro del nuovo progetto della Dott.ssa Roberta Rossini, patrocinato dal Comune di Genova, rivolto a mamme, genitori e giovani adulti.
Durante questo primo incontro, gratuito, saranno formati i gruppi terapeutici di genitori che insieme alla Dott.ssa Rossini affronteranno una serie di tematiche legate al disagio giovanile, quali: difficoltà scolastiche, uso/abuso di sostanze, problemi alimentari, difficoltà di comunicazione.
Gli incontri successivi con cadenza settimanale avranno la durata di 90 minuti ed il costo di 10 euro.
Si tratta di un'occasione di incontro e confronto di gruppo, non soltanto per cercare le cause di alcuni comportamenti giovanili, ma per imparare a leggere insieme i segnali di tali disagi e soprattutto per riflettere e condividere con altri lo sviluppo socio-affettivo dei propri figli, il rapporto genitori-figli, i rapporti amicali tra ragazzi.
Il primo incontro gratuito avverrà presso il Laboratorio Sociale di  Vico Papa.
Per informazioni su iscrizione, modalità e orari contattare la Dott.ssa Rossini Roberta, Psicologa Psicoterapeuta specialista in Psicologia Clinica, al numero 3476223144 oppure all'indirizzo email rossini_roberta@libero.it.

martedì 2 febbraio 2016

Futura mamma a Bruxelles? Cosa sapere...

Da un'idea di Manuela Busia e Enrica Costantini, due mamme italiane a Bruxelles, nasce l'incontro informativo che si terrà sabato 6 febbraio alle ore 10:00 e che affronterà il tema "Gravidanza, nascita e dintorni".
Durante l'incontro Manuela e Enrica parleranno di: 
- assistenza sanitaria durante la gravidanza in Belgio, 
- parto, 
- burocrazia e amministrazione (belga e italiana),
- cure postnatali per la neomamma e per il neonato. 
La mattinata si concluderà con un momento di confronto diretto con le partecipanti per cercare di rispondere a tutti i loro dubbi.
L'evento avrà luogo in rue Charles Martel, 8 a Bruxelles. 
È un incontro gratuito ma è necessaria la prenotazione da effettuare inviando la richiesta a manuela.busia@gmail.com.

venerdì 29 gennaio 2016

Alla Fiera Benessere un'anteprima di servizi dedicati alla maternità

Francesca Posenato segnala l'evento We LOVE Moms, che avrà luogo il 5, 6 e 7 febbraio nel contesto Zen-A Fiera Benessere, presso i magazzini del cotone.
Si tratta della preview di una fiera più estesa che avverrà nel 2017, dedicata al benessere della mamma, non solo durante la gravidanza ma anche negli anni successivi.
Nell'anteprima di febbraio sarà realizzato uno stand di 35 mq, in cui dieci associazioni promuoveranno le loro attività e servizi, tutti dedicati alle mamme.
In particolare, sabato 6 febbraio nella sala conferenze saranno ospitati due grandi eventi. Il primo è la tavola rotonda "Nascere a Genova", dove i primari di tutti gli ospedali di Genova e Lavagna interverranno per spiegare quale è l'approccio del proprio ospedale e quali servizi offrono. Il secondo è la conferenza "Viaggio verso la nascita di una mamma", dove sette professionisti che si occupano di maternità a tutto tondo presenteranno cosa possono fare per il benessere della mamma.
Durante il resto della giornata, nella sala conferenze, ci saranno altri interventi di professionisti che si occupano sempre di benessere della mamma. 
Tutti i dettagli sull'evento, sugli orari, sulle iniziative previste e sulle modalità di prenotazione sono consultabili sul sito We LOVE Moms.

sabato 23 gennaio 2016

Pruriti e dermatiti: molte volte è colpa dei detersivi

Non tutti sanno che nei detergenti comuni esistono degli agenti chimici che difficilmente vengono eliminati nella fase del risciacquo. Questi residui chimici, altamente allergenici, vengono infatti assorbiti dagli indumenti lavati, nonostante il risciacquo, per poi sprigionarsi a contatto con la pelle soprattutto in situazioni di sudorazione. Il sudore innesca, infatti, una reazione chimica che, in un processo a catena, fa sì che gli irritanti residui chimici, nonché i metalli pesanti in essi contenuti, rimangano a contatto per ore con la pelle determinando quella spiacevole sensazione di prurito tipica dei mesi estivi, e in molti casi vere e proprie dermatiti allergiche.
L’effetto nocivo di molti detersivi comunemente in commercio”, spiega la Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa milanese, specializzata in dermatologia pediatrica, “si manifesta primariamente a danno di quella che può essere considerata la barriera della nostra pelle: il film idrolipidico. Quando non è più ben impermeabilizzata e adeguatamente protetta dal suo ‘scudo’ naturale, la pelle diventa più facilmente bersaglio degli agenti patogeni, tra i quali i metalli pesanti – come nickel, cobalto e cromo – contenuti proprio nei detersivi e in molti detergenti per la casa. In alcuni soggetti predisposti, quali ad esempio i ‘wet workers’, ossia coloro che svolgono la maggior parte dei lavori in condizioni di umidità, questa alterazione può provocare una dermatite da contatto, patologia che si manifesta nella maggior parte dei casi con rossore, desquamazione, prurito, micro vescicole ed erosioni. In ogni caso è consigliabile, non trascurando di avviare accertamenti più approfonditi, valutare con attenzione i prodotti che si utilizzano, facendosi, se possibile, consigliare da un dermatologo.
Per iniziare è importante usare detersivi certificati ipoallergenici. Ma non per tutti i detersivi vale lo stesso discorso. Sul mercato, infatti, soprattutto nelle catene specializzate, da alcuni anni, si possono trovare alcuni detersivi certificati ipoallergenici, che garantiscono un’igiene senza rischi per la pelle. Si tratta di prodotti che in alcuni casi, vista la scelta diversa di materie prime, possono costare leggermente di più, ma chi ha sofferto di questi problemi, e in rete si possono trovare tante testimonianze in questo senso, assicura che ne vale assolutamente la pena.
Questi detersivi andrebbero usati tutto l’anno, ma in particolare nei mesi estivi, quando l’elevata sudorazione, innesca più facilmente quella reazione a catena che libera i metalli pesanti dai capi indossati lasciandoli per ore corrodere la pelle. 
Per saperne di più si può anche scrivere alla Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa pediatrica milanese, che risponde gratuitamente a qualsiasi domanda in merito a DIC e DAC sul sito Saper Vivere Meglioalla sezione “Pelle: l’esperto risponde”.

martedì 19 gennaio 2016

Quando il malessere diventa (non) fame

I disturbi alimentari sono sempre più diffusi ...ma come riconoscere se un comportamento alimentare è sintomo di un malessere ...e come capire se i troppi chili presi durante la gravidanza sono frutto di un comportamento alimentare sbagliato o di una fragilità che ci portiamo dentro da sempre?
Per rispondere a queste e altre domande relative ai malesseri alimentari, venerdì 22 gennaio alle 17:00 la Dottoressa Irene Müller (Psicoterapeuta specialista in Psicologia Clinica) e il Dottor Luca Spigno (specialista in Scienza dell'Alimentazione) parleranno degli aspetti psicologici medici e nutrizionali del comportamento alimentare.
L'incontro formativo avrà luogo presso il Municipio VIII Medio Levante in via Mascherpa 34r a Genova.
L'evento è aperto a tutti.

martedì 12 gennaio 2016

Il cucito creativo a Genova

In questi giorni, l'associazione Riciclabó inaugura l'anno proponendo un calendario di laboratori gratuiti per avvicinarsi al mondo del cucito creativo.
Iscrivendoti all'associazione con soli 10€ all'anno potrai partecipare ai laboratori gratuiti e a quelli a pagamento per imparare alcune tecniche sartoriali oppure per dare nuova vita ad oggetti ormai inutilizzati.
Lo scorso lunedì 11 gennaio sono cominciate le prime attività ma di nuovo lunedì 25 gennaio alle ore 11:00 e alle ore 16:00, e giovedì 21 gennaio alle ore 17:00, Riciclabó propone i primi due laboratori dove si impara ad attaccare un bottone e a fare un orlo a mano. Questi laboratori durano circa due ore ed è necessaria l'iscrizione, poiché i posti sono limitati.
Scegliete il giorno e l'orario, e poi inviate un messaggio (anche tramite whatsapp) al numero 3486952966 per richiedere di essere iscritte al laboratorio.
Per consultare il programma completo dei corsi e dei laboratori, cliccate qui.
Le attività hanno luogo nel centro di Genova in Vico del Filo 19r, vicino a Via San Lorenzo.

venerdì 18 dicembre 2015

Quando i detersivi diventano “Nemici della pelle”

(articolo scritto da Giulio Santuz in collaborazione con la Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa)

In qualsiasi ambiente domestico, nascosti molte volte da confezioni rassicuranti, si annidano diverse categorie di prodotti potenzialmente irritanti: detersivi per superfici o stoviglie, detersivi da bucato a mano o in lavatrice, lucidi da scarpe, detergenti per mobili e molti altri prodotti similari.
Questi prodotti possono contenere percentuali pericolosamente alte di metalli pesanti, come concentrazioni eccessive di sostanze acide o alcaline, che nel tempo possono causare fastidiose reazioni irritative, soprattutto alle casalinghe o alle persone impegnate nei lavori domestici.
A conferma di tutto ciò, in uno studio condotto dal Gruppo Italiano di Ricerca sulle Dermatiti da Contatto e Ambientali (GIRDCA) della Società Italiana di Dermatologia e Venereologia (SIDEV), su circa 43.000 soggetti affetti da dermatite, la categoria professionale delle casalinghe è risultata la più colpita, seguita da artigiani e lavoratori del settore edile, metalmeccanici, parrucchieri e personale sanitario.
Nella maggior parte dei casi l’irritazione, o la reazione allergica, causata da un agente chimico, è capace di indurre un danno cellulare della pelle.
Per quanto riguarda la detergenza, va inoltre considerato che nei detersivi comuni esistono degli agenti chimici che difficilmente vengono eliminati nella fase del risciacquo. Questi residui chimici vengono, infatti, assorbiti dagli indumenti lavati, nonostante il risciacquo, per poi sprigionarsi a contatto con la pelle, soprattutto in situazioni di sudorazione. Il sudore innesca, infatti, una reazione chimica che, in un processo a catena, fa sì che gli irritanti residui chimici, e i metalli pesanti in essi contenuti, rimangano a contatto per ore con la pelle determinando una spiacevole sensazione di prurito e, in molti casi, vere e proprie dermatiti allergiche da contatto.
L’effetto nocivo di molti detersivi comunemente in commercio”, spiega la Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa milanese, specializzata in dermatologia pediatrica, “si manifesta primariamente a danno di quella che può essere considerata la barriera della nostra pelle: il film idrolipidico. Quando non è più ben impermeabilizzata e adeguatamente protetta dal suo ‘scudo’ naturale, la pelle diventa più facilmente bersaglio degli agenti patogeni, tra i quali i metalli pesanti (come nickel, cobalto e cromo) contenuti proprio nei detersivi e in molti detergenti per la casa. In alcuni soggetti predisposti, quali ad esempio i ‘wet workers’, ossia coloro che svolgono la maggior parte dei lavori in condizioni di umidità, questa alterazione può provocare una dermatite da contatto, patologia che si manifesta nella maggior parte dei casi con rossore, desquamazione, prurito, micro vescicole ed erosioni. In ogni caso è consigliabile, non trascurando di avviare accertamenti più approfonditi, valutare con attenzione i prodotti che si utilizzano, facendosi, se possibile, consigliare da un dermatologo.”
Per iniziare, quindi, è importante usare detersivi ipoallergenici sicuri. Per questo motivo, un’azienda di Genova ha messo a punto una linea di detersivi, USE Ipoallergenici, formulati per detergere nel completo rispetto della pelle e della salute. La scelta di materie prime diverse da quelle normalmente impiegate dai grandi marchi, ha, infatti, permesso all’azienda di ottenere un formulato finale certificato con Pach Test dall’Institute of Skin and Product Evaluation (I.S.P.E.), come nickel tested e ipoallergenico. Consapevole, inoltre, dei tantissimi casi di avvelenamento per ingestione incauta, soprattutto da parte dei bambini, l’azienda ha da qualche hanno inserito nei prodotti una sostanza amarissima, priva di ingredienti nocivi, ma così sgradevole al gusto da rendere praticamente impossibile un’ingestione accidentale dei prodotti. Per questi motivi gli USE Ipoallergenici sono ormai indicati da molti dermatologi come prodotti sicuri per la detergenza domestica, da ogni punto di vista.
La linea comprende detersivi per il bucato a mano e in lavatrice, ammorbidenti, detersivi per piatti a mano e persino un detergente nutriente per i mobili e per il legno in genere.


Anche il Ministero della Salute lancia l’allarme: “60.000 richieste di assistenza all’anno”.
Il Ministero della Salute nel giugno 2002 ha istituito l’Osservatorio Epidemiologico Nazionale per la Salute e la Sicurezza negli Ambienti di Vita, che ha tra i vari compiti quello di valutare l’impatto chimico e l’effetto clinico sulle famiglie, delle sostanze contenute nei detersivi, grazie ad un’attiva collaborazione con le principali istituzioni interessate al problema, tra le quali: A.N.P.A. (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), ISS-IA (Istituto Superiore di Sanità – laboratorio di Igiene e Ambiente), Ministero Ambiente ARPA, Federchimica-ASSOCASA, C.I.D. (Comitato Italiano Derivati Tensioattivi).
In Italia negli ultimi anni, ci sono state circa 60.000 richieste di consulenza sanitaria per avvelenamenti e reazioni allergiche dovute a contatti per via cutanea e ingestioni.
Ovviamente, in caso d’ingestioni incaute o improvvise reazioni allergiche cutanee, come bolle o lesioni eczematose, il consiglio è di prendere contatto con il Centro Anti Veleni dell’Ospedale Niguarda di Milano (al numero di tel. 02 66101029), attivo tutti i giorni dell’anno a qualsiasi ora ed in grado di fornire i contatti di tutti gli altri CAV presenti nelle maggiori città italiane.


Chi desiderasse ricevere un consulto gratuito, in merito a qualsiasi reazione allergica o irritativa della pelle, può scrivere alla Dott.ssa Ciuffreda entrando nel sito Saper Vivere Meglio, alla sezione “Pelle: l’esperto risponde”.